Anche Roma tra le metropoli di Cities Changing Diabetes, progetto multidisciplinare internazionale finalizzato ad azioni efficaci e condivise contro l’avanzata del diabete nei grandi centri urbani del pianeta.

Il capitolo italiano dell’iniziativa, che vede la collaborazione di CORESEARCH, si associa alle attività iniziate in Danimarca nel 2014 dall’University College di Londra congiuntamente al danese Steno Diabetes Center, con il supporto di Novo Nordisk.

Il programma si è concentrato su metropoli simbolo di sistemi economici emergenti o maturi quali Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shangai e Tianjin. A queste si sono aggiunte, nel 2016, Vancouver e Johannesburg. Fino ad arrivare ai nostri giorni, in particolare allo scorso 5 Maggio, quando nella cornice di Palazzo Valentini a Roma è stata pubblicamente illustrata la partecipazione della Capitale italiana al programma.

Roma Cities Changing Diabetes è coordinato da Health City Institute con la collaborazione di un prestigioso network costituito da Ministero della Salute, ANCI, Roma Città Metropolitana, Istituto Superiore di Sanità, ISTAT, Fondazione CENSIS, IBDO Foundation, Medi Pragma, le Università di Roma, le Società Scientifiche del Diabete e dell’Obesità e le Associazioni pazienti e di Cittadinanza.

Il Progetto romano si concentra su “Diabete Tipo 2 e Obesità nell’area di Roma Città Metropolitana” e a CORESEARCH, diretta dal dottor Antonio Nicolucci, è stato affidato il cruciale compito delle analisi e valutazioni clinico-epidemiologiche.

Si calcola che Il 65 per cento delle persone con diabete vive in aree urbane. In particolare, tra Roma e provincia, sono quasi 300mila i soggetti con diabete: più persone che in tutto il Piemonte. E nella sola Capitale, si contano 190mila diabetici: gli stessi dell’intera Toscana.

Invecchiamento e obesità sono fattori di rischio strettamente legati all’aumento di prevalenza del diabete.

“Il numero di persone obese”, chiarisce Nicolucci offrendo subito una dimensione alla problematica, “ha avuto un aumento del 21 per cento negli ultimi 13 anni nel Lazio, tant’è che oggi 1 residente su 10 in età adulta è affetto dalla malattia. Inoltre, anche il numero di over 65 ha subito una crescita analoga negli ultimi anni, raggiungendo nella sola città di Roma la quota di 631mila persone”.

A ciò si aggiungono tipici effetti indesiderati del caos urbano. Si stima che 1 cittadino su 5 impieghi oltre 45 minuti per gli spostamenti quotidiani, valore decisamente superiore a quello nazionale. Se si considera che quasi il 60 per cento dei romani utilizza l’auto, si deduce che sono molti gli abitanti della Capitale a trascorrere una consistente parte della loro giornata imbottigliati nel traffico.

Tra i numeri illustrati a Palazzo Valentini, ha suscitato interesse la cosiddetta Regola dei mezzi: “innanzitutto , va premessa la stima eseguita da organismi scientifici internazionali competenti, secondo cui ogni tre persone con diabete diagnosticato ve ne è una che ha il diabete senza saperlo”, spiega Antonio Nicolucci. “Questo induce a pensare ragionevolmente alla presenza di circa 381mila diabetici nell’area metropolitana di Roma. Il 75 per cento di essi, cioè 286mila soggetti, è consapevole della condizione. Di questi, il 50 per cento – e si scende così a circa 143mila soggetti – si reca da uno specialista diabetologo nel corso dell’anno. Ebbene, soltanto la metà di questi, cioè 71.500, raggiunge valori di emoglobina glicata considerati ottimali e, a valle di questa preoccupante cascata, solo la metà, cioè meno di 36mila diabetici, evita eventi micro e macrovascolari”.

Una recente indagine, inoltre, testimonia che solo il 4 per cento dei cittadini romani si dichiara soddisfatto delle risorse sanitarie a disposizione.

Un dato assai rilevante se lo stesso campione di intervistati giudica la salute come più importante di occupazione e sicurezza. In un contesto, va detto, di insoddisfazione generale sui servizi della città: mezzi pubblici, pulizia delle strade, qualità dell’aria e scarsa integrazione degli immigrati.

Roma, però, risulta essere ancora uno tra i comuni più verdi d’Europa con un’ingente presenza di parchi, giardini, ville storiche e aree protette. Un dato che induce ad alimentare la speranza di successo di Cities Changing Diabetes quale importante contributo culturale di consapevolezza e di promozione di interventi mirati per una efficace regressione del diabete nella Capitale.

 

http://www.citieschangingdiabetes.com/