Modificare in modo programmato le abitudini delle persone con diabete di tipo 2 per aumentare la loro attività fisica e ridurre la loro sedentarietà è possibile ed è efficace. È l’importante ricaduta positiva derivante dall’adozione di una strategia che va a implementare quanto raccomandato dalle più accreditate linee guida nazionali e internazionali nella lotta contro il diabete.
Le nuove evidenze sono frutto del lavoro di un gruppo di esperti e ricercatori italiani nell’ambito dell’IDES_2, uno studio dedicato al rapporto tra diabete ed esercizio fisico.
I risultati dello studio, durato 3 anni coinvolgendo 300 soggetti di età media intorno ai 60 anni e seguiti in alcuni ambulatori diabetologici di Roma, sono stati resi noti dal prestigioso Journal of the American Medical Association (JAMA).

Per poter essere introdotti nel protocollo di sperimentazione, i pazienti selezionati dovevano presentare uno stile di vita sedentario o di sostanziale inattività. Una volta reclutati nello studio, sono stati suddivisi in due gruppi di confronto: nel primo gruppo, venivano seguite le cure standard raccomandate dalle linee guida esistenti. Nel secondo gruppo di intervento, invece, oltre ai suddetti criteri si aggiungeva un programma di intervento comportamentale che prevedeva un’iniziale seduta di counselling, seguita da 8 sessioni bisettimanali su base annua nelle quali alla parte teorica si associavano lezioni specifiche per la pratica di esercizi e attività fisica con vari gradi di intensità.

Ebbene, l’analisi statistica dei risultati dello studio, coordinata dal dottor Nicolucci di CORESEARCH, ha potuto dimostrare l’inequivocabile vantaggio prodotto dal programma educativo e motivazionale in termini di aumentata dedizione all’attività fisica e di riduzione del tempo di sedentarietà da parte delle persone con diabete.
I benefici erano mantenuti a 3 anni dall’inizio dello studio, a prova della persistenza nel tempo degli effetti positivi dell’intervento di riduzione della sedentarietà.

D’altronde, come osservato in valutazioni secondarie dello stesso studio, tale miglioramento nelle attitudini si riflette in benefici sul profilo glicemico, sul rischio cardiovascolare globale, sulla fitness cardiorespiratoria e sulla forza muscolare, tutti aspetti di fondamentale rilevanza clinica per l’adeguato contrasto ai danni derivanti dalla progressione della malattia diabetica. Gli autori dello studio naturalmente auspicano ulteriori valutazioni sperimentali da condurre sull’argomento per poter giungere a criteri generalizzabili e sistematicamente adottati nei vari setting clinici, anche in considerazione di quei contesti ambientali, quali i centri urbani, nei quali risultano ostacolate pedonabilità, vita all’aperto e aspetti relativi alla sfera della sicurezza personale.

Referenza biblio

Effect of a Behavioral Intervention Strategy on Sustained Change in Physical Activity and Sedentary Behavior in Patients With Type 2 Diabetes
The IDES_2 Randomized Clinical Trial

Stefano Balducci, MD; Valeria D’Errico, MD; JonidaHaxhi, MD, PhD; Massimo Sacchetti, PhD; Giorgio Orlando, PhD; Patrizia Cardelli, PhD; Martina Vitale, MD; Lucilla Bollanti, MD; Francesco Conti, MD, PhD; Silvano Zanuso, PhD; Giuseppe Lucisano, StatD; Antonio Nicolucci, MD, PhD; Giuseppe Pugliese,MD, PhD; for the ItalianDiabetes and ExerciseStudy 2 (IDES_2) Investigators

JAMA March 5, 2019 Volume 321, Number 9, 880-890